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Cosa sono e da cosa derivano i rischi psicosociali e lo stress associato al lavoro

Secondo l’OSHA, i rischi psicosociali derivano da una modalità di progettazione non commisurata alle risorse organizzative e di gestione, che possono essere a loro volta carenti, nonché da un contesto sociale del lavoro inadeguato, con conseguenze risvolti psicologici, fisici e sociali negativi sia per l’individuo che per l’organizzazione stessa. 

Quali sono le conseguenze per l’individuo e nell’organizzazione?

L’organizzazione e l’individuo lavoratore andrebbero visti come due degli ingranaggi che possono costituire un circolo virtuoso o, se influenzati negativamente, un circolo vizioso. 

Quando il lavoratore manca del supporto adeguato e ci troviamo di fronte a condizioni di rischio psicosociale, le mansioni impegnative gli risulteranno soverchianti, eccessive, e restituirà all’organizzazione il frutto del proprio malessere, un calo della performance, un minor investimento energetico, oltre ad un crollo della qualità di vita, problemi di salute fisica o mentale e problematiche relazionali. 

Per quanto riguarda l’organizzazione gli effetti si possono vedere a livello relazionale, sulla produttività, sulla sicurezza, sulle competenze globali dei lavoratori, in particolare:

assenteismo prolungato o presenzialismo con scarsa performance, 

  • aumento del turn-over con conseguente personale meno formato, 
  • calo della performance globale,
  • aumento delle conflittualità, 
  • aumento procedimenti disciplinari e contenziosi legali,
  • aumento dei tassi di incidenti e infortuni, 
  • aumento dei costi aziendali.

Che cos’è lo stress?

Lo stress è una reazione fisiologica tipica dell’organismo che ha la funzione di attivare mente e corpo allo scopo di far fronte alle attività da svolgere che escono dalla routine. Maggiore sarà il carico mentale o fisico necessario per finalizzare l’attività e maggiore sarà il grado di attivazione, di conseguenza sarà maggiore anche il tempo di recupero necessario per riportare la mente e il corpo allo stato iniziale.

Se la condizione è prolungata nel tempo e/o richiede più risorse di quelle a disposizione dell’individuo, questi sperimenterà un’attivazione eccessiva, un’incapacità al recupero dei livelli iniziali, nel lungo periodo avverrà un crollo delle difese e l’individuo sarà incapace di adattarsi al contesto.

Lo stress è uguale per tutti?

Escludendo quelle situazioni oggettivamente riconosciute come stressanti (cambiamenti di vita importanti, traslochi, lutti, malattie, licenziamento, ecc.), in linea generale entrano in gioco 4 fattori fondamentali:

  • Richieste esterne: situazione, evento o pressione che proviene dall’ambiente.
  • Richieste interne: aspettative, obiettivi, valori propri dell’individuo.
  • Risorse interne: capacità, abilità, competenze che la persona possiede e di cui è consapevole.
  • Risorse esterne: supporto logistico, emotivo, pratico, in termini di mezzi e risorse umane.

Dall’interazione di questi quattro fattori ne emerge il modo in cui la persona percepirà la situazione e il grado di attivazione dell’organismo in risposta al contesto. In presenza di richieste eccessive o eccessivamente pressanti a livello temporale, magari in assenza del sostegno adeguato e in assenza delle risorse necessarie, la persona non sarà in grado di adattarsi e insorgerà uno stato di malessere.

Definizione di stress correlato al lavoro

Per stress lavoro correlato si intende la percezione di uno sbilanciamento tra le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo e la capacità del lavoratore di farvi fronte in modo efficace. Può colpire ogni lavoratore ed ogni organizzazione. 

Quali sono le cause di questo sbilanciamento?

Le cause che possono portare alla percezione di stress lavoro correlato, e che costituiscono i rischi psicosociali, definiti anche dall’OSHA (Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro) possono essere: 

  • carichi di lavoro eccessivi o non commisurati alle reali capacità del lavoratore o mal distribuiti;
  • richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sul ruolo;
  • mancanza di coinvolgimento nel processo decisionale da parte del lavoratore che dovrà eseguire l’attività;
  • mancanza di influenza sulle modalità di svolgimento del lavoro;
  • cambiamenti organizzativi mal gestiti;
  • precarietà del lavoro;
  • comunicazione inefficace, contraddittoria o non contestuale all’ambiente lavorativo;
  • mancanza di supporto da parte dei superiori o dei colleghi;
  • molestie psicologiche e sessuali; 
  • clienti, pazienti, allievi difficili ecc.

Il Testo Unico 81 del 2008 pone l’obbligo sulla valutazione del rischio stress lavoro correlato, quale ulteriore fattore di rischio infortuni. Si rivela dunque importante conoscere lo stress, quali sono i segnali più caratteristici e quali possono essere le ricadute per l’ambito organizzativo

Image by creativeart on Freepik

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