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Cos’é il gas radon e dove andrebbe monitorata la sua presenza?

lavori confinati

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore e quindi non percepibile dalle persone che si può trovare nei locali, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come cantine, scantinati, taverne, garage interrati (in quanto rilasciato dal terreno stesso)

Il pericolo maggiore del gas radon è correlato all’inalazione: inspirato in certi quantitativi e per periodi prolungati, può infatti provocare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni (è classificato come cancerogeno).

Per quanto riguarda i luoghi di lavoro la normativa nazionale relativa alla protezione contro le radiazioni ionizzanti (d.lgs n.101/2020), richiede di vigilare in merito alla presenza di questo gas in una serie di attività specifiche e in generale qualora si operi in locali:

  • sotterranei;
  • semi-sotterranei o situati al piano terra, localizzati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni

Con riferimento al secondo punto in Veneto sono stati individuati i seguenti comuni:

  • Provincia di Belluno: Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Rivamonte Agordino, San Vito Di Cadore e Tambre;
  • Provincia di Padova: Cinto Euganeo, Torreglia e Vo’;
  • Provincia di Treviso: Fonte, Ponzano Veneto e Vedelago;
  • Provincia di Vicenza: Dueville, Foza, Lusiana Conco, Schio, Valdagno, Valdastico e Valli Del Pasubio;
  • Provincia di Verona: Selva di Progno.

Nei luoghi di lavoro sopra indicati l’esercente è tenuto a effettuare controlli per rilevare la concentrazione media annua di attività di radon in aria:

  • Qualora la concentrazione media annua di attività di radon in aria non superi la soglia definita per legge (300 Bq/m3), l’azienda deve elaborare un documento contenente l’esito delle misurazioni nel quale è riportata la valutazione delle misure correttive attuabili (che costituisce parte integrante del DVR). Le misurazioni dovranno essere ripetute ogni otto anni salvo modifiche edilizie ai locali.
  • Qualora la concentrazione media annua di attività di radon in aria superi il livello di riferimento (300 Bq/m3), l’azienda è tenuta ad attuare misure correttive intese a ridurre le concentrazioni al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi dell’esperto di interventi di risanamento radon (che dovrà esibire apposita attestazione in merito).

La misura della concentrazione media annua del radon nell’aria può essere effettuata solamente da servizi di dosimetria riconosciuta. In attesa che un decreto definisca le procedure per il riconoscimento delle società che effettuano le misurazioni sono ritenuti organismi idonei quelli che soddisfano i requisiti gestionali e a livello di attrezzature previsti dalla normativa vigente (d.lgs n.101/2020 – condizione che è opportuno venga attestata dal soggetto coinvolto).

Image by aleksandarlittlewolf on Freepik

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