Inail pubblica i dati 2020 sugli infortuni

E’ di recente pubblicazione la statistica INAIL sull’andamento degli infortuni sul lavoro nel corso del 2020. Dall’analisi emerge, come prevedibile dato il periodo di lock-down della scorsa primavera, che rispetto al 2019 il numero complessivo di infortuni cala del 13,6 % (554.340 contro i 641.638 del 2019). Da notare che il trend risulta purtroppo opposto in riferimento ai mortali: nel 2020 registriamo 1270 infortuni mortali, il 16,6 % in più rispetto all’anno precedente.

L’impatto dell’emergenza coronavirus si legge chiaramente: quasi un quarto delle denunce e circa un terzo dei decessi sono attribuiti al Covid-19. Chiaramente l’impatto maggiore delle denunce si è manifestato sui comparti della sanità e dell’assistenza sociale, dove quasi tre quarti delle denunce di infortunio sono causate da contagio da coronavirus. Molto più sfumato l’impatto delle denunce da coronavirus negli altri comparti.

La distribuzione nel territorio delle denunce rileva il calo degli infortuni in tutte le aree del Paese. Questa flessione risulta, però, decisamente più contenuta nel Nord-Ovest (-4,1%) e più accentuata al Centro (-19,3%), nelle Isole (-18,8%), al Sud (-17,3%) e nel Nord-Est (-16,5%).

In netto calo nel 2020 anche le denunce di malattia professionale. Sono state protocollate 45.023 denunce, il 26,6 % in meno rispetto al 2019. Tra le denunce, rimangono al primo posto quelle relative a malattie dell’apparato osteo-muscolare e del tessuto connettivo (62,5 % del totale) seguita dalle patologie del sistema nervoso (10 % del totale denunce).

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