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Le buone regole per la gestione della sicurezza negli appalti

Premessa

In tutte le aziende si verifica frequentemente il caso in cui lavoratori di altre società o lavoratori autonomi operino all’interno degli ambienti di lavoro per effettuare interventi specifici che vanno dall’installazione di impianti e macchinari, alle manutenzioni fino a interventi più semplici come la pulizia dei locali.

Tutte le situazioni in cui soggetti esterni svolgono lavori o servizi presso l’azienda si configurano come “appalti” ai fini della gestione della sicurezza. 

Non si considerano appalti le attività che consistono semplicemente nella fornitura di merci/prodotti (es. autotrasporto) o le visite aziendali da parte, ad esempio, di commerciali o di clienti.

Qualora l’attività in azienda comporti la realizzazione di opere fisse (es. soppalchi, fondazioni, pareti) indipendentemente che siano in muratura, metallo o altri materiali come il legno, si parla di poi di “cantiere”. Tale distinzione determina degli obblighi maggiori che verranno indicati a seguire

Perché è importante gestire in modo specifico la sicurezza delle attività in appalto?

La presenza di personale esterno all’azienda richiede particolari attenzioni da un punto di vista della sicurezza in quanto:

  • Le ditte/lavoratori autonomi esterni possono non conoscere esattamente i rischi e le attività svolte in azienda (es. rischi presenti in ambienti specifici) oltre che le procedure da seguire (es. circolazione/evacuazione)
  • Le ditte/lavoratori autonomi esterni potrebbero svolgere attività diverse da quelle aziendali che introducono nuovi rischi (es. uso fiamme libere, rumore, circolazione con macchine operatrici)
  • L’interferenza tra le attività svolte dal personale esterno e dall’azienda possono determinare nuovi rischi/pericoli non presenti nel Documento di Valutazione dei Rischi aziendale (es. investimenti dovuto ad attrezzature mobili esterne, lavorazioni incompatibili con rischi in determinati ambienti, produzione di rumore in ambienti privi di tale rischio…)

Come deve operare il datore di lavoro al fine di tutelare la sicurezza dei lavoratori

Per tutelare la sicurezza dei lavoratori in tali attività il datore di lavoro committente è chiamato dal Testo Unico Sicurezza (d.lgs. n.81/08) a svolgere essenzialmente 3 passaggi finalizzati a prevenire e gestire i rischi:

  1. Verificare che aziende e lavoratori autonomi esterni abbiano adeguate competenze tecniche professionali per operare correttamente e nel rispetto della normativa sulla sicurezza.
    A tal riguardo viene richiesto alle ditte/professionisti esterni di dare evidenza della loro esperienza sia da un punto di vista formale (attività dichiarata alla Camera di Commercio, presentazione di una autodichiarazione del possesso dei requisiti per operare in sicurezza) sia su aspetti più puntuali e sostanziali che riguardano il possesso di specifici requisiti (es. formazione e addestramento in caso di lavori in ambienti confinati, possesso di formazione e addestramento qualora usino particolari attrezzature come le piattaforme elevabili o debbano operare in ambienti con particolari rischi come l’incendio/esplosione)
  1. Comunicare i rischi presenti in azienda e conoscere quelli derivanti dall’attività del personale esterno per individuare i potenziali rischi dovuti a interferenze tra le attività in appalto e le attività aziendali.

In generale per gli appalti il datore di lavoro committente deve produrre un “Documento Unico di Valutazione dei Rischi legati alle Interferenze” detto anche “DUVRI” che conterrà sia i rischi derivanti da interferenze sia le misure di sicurezza (es. perimetrazioni delle aree, interruzione/riorganizzazione di altre attività ecc.) che devono essere tenute durante l’attività.
Anche quando l’obbligo di redigere il DUVRI non si applica, per esempio per attività di breve durata (5 uomini/giorno) che non prevedono rischi elevati quali ad esempio cadute da altezze superiori a 2 metri o rischi di incendio/esplosione o attività in ambienti confinati, è previsto comunque che vi sia uno scambio di informazioni/coordinamento tra le parti.
In caso di “cantieri” con la presenza di più aziende viene invece prodotto un documento definito “Piano di Sicurezza e Coordinamento” (PSC) in sostituzione del DUVRI e ogni impresa produce un “Piano Operativo per la Sicurezza” in cui descrive le proprie attività.

  1. Gestire la sicurezza durante l’appalto.

Tale passaggio risulta ovviamente il più delicato e richiede:

  • che il personale esterno sia sempre facilmente identificabile
  • che lo stesso sia a conoscenza delle procedure da seguire durante l’attività che dovrebbero essere indicate nel DUVRI (o PSC in caso di cantieri) quali ad es. modalità di accesso all’area di intervento, misure di gestione delle interferenze ecc.
  • che l’azienda abbia delle figure di riferimento interne ed esterne che coordinano l’attività (Per l’azienda potrebbe trattarsi del RSPP o altre figure come il responsabile impianti/manutenzioni o ancora nei cantieri una figura apposita chiamata “coordinatore per la sicurezza”; le ditte esterne dovranno indicare dei “preposti” di riferimento)
  • che vi sia un controllo/vigilanza periodica da parte dell’azienda adeguato ai rischi legati alle attività svolte.

Quali attività può mettere in atto un Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza per svolgere una funzione proattiva a tutela della sicurezza in caso di attività in appalto.

Tra i compiti e diritti del RLS richiamati all’art. 50 del d.lgs. n.81/08 ricordiamo:

  • l’essere consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda;
  • il diritto a riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle relative alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro;
  • promuovere l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
  • fare proposte in merito alla attività di prevenzione;
  • avvertire il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

A fronte di quanto sopra un RLS può attuare alcune o tutte le seguenti attività per favorire una gestione adeguata della sicurezza in presenza di appalti:

  • Verificare se e come l’azienda adempie agli obblighi di verifica dell’idoneità delle società/professionisti chiamati ad operare negli ambienti di lavoro con particolare riferimento ad attività più ricorrenti o a maggior rischio;
  • Chiedere di poter visionare il DUVRI predisposto dall’azienda con particolare riguardo per attività in appalto più ricorrenti o maggiormente a rischio;
  • Verificare che il personale esterno sia sempre chiaramente identificabile mediante tesserino che riporti i dati dell’azienda e le generalità della persona;
  • Verificare che la presenza in azienda di personale sia registrata/nota (es. registro ingresso/uscita personale – azienda) al fine di consentire una adeguata attuazione delle procedure aziendali anche in caso di emergenza; 
  • Verificare che il personale esterno si attenga alle procedure aziendali relative ad esempio a procedure/comportamenti (es accesso alle aree, utilizzo percorsi pedonali) e utilizzo di specifici DPI (correlati ai rischi nelle diverse aree), segnalando eventuali situazioni non conformi;
  • Verificare che nell’ambito della propria attività il personale esterno non compia azioni palesemente in contrasto con la normativa in materia di salute e sicurezza (es. lavorare in quota senza adeguate protezioni), segnalando eventuali situazioni non conformi;
  • Segnalare eventuali situazioni di rischio per i lavoratori generate dall’attività in appalto che non risultano adeguatamente gestite (es effetti del rumore prodotto, mancata delimitazione della circolazione di mezzi in aree pedonali, mancata protezione di sorgenti di rischio, mancata protezione dal rischio di caduta di oggetti dall’alto)

Image by freepik

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