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Le difficoltà della prevenzione – I bias più comuni

Scorciatoie mentali “pericolose”: i Bias Cognitivi (o pregiudizi cognitivi) sono scorciatoie mentali che il nostro cervello usa per prendere decisioni rapide, ma che a volte possono portare a errori di giudizio e a percezioni distorte della realtà.

Questi “errori” sistematici sono estremamente rilevanti nel campo della sicurezza sul lavoro, dove possono influenzare la valutazione dei rischi e i comportamenti, aumentando la probabilità di incidenti. Sono meccanismi inconsci che possono portarci a sottovalutare i rischi o a prendere decisioni pericolose, anche quando crediamo di agire razionalmente.

I Bias più Comuni

Diversi bias cognitivi possono minare l’efficacia delle misure di sicurezza e portare a comportamenti imprudenti. Ecco alcuni dei più diffusi nel contesto lavorativo:

1. Bias dell’Ottimismo (o Illusione di Invulnerabilità)

È la tendenza a credere che gli eventi negativi, come gli infortuni, abbiano più probabilità di accadere agli altri che a sé stessi.

  • Un operaio esperto decide di non indossare l’imbracatura di sicurezza a un’altezza elevata perché pensa: “Lavoro qui da anni e non mi è mai successo niente. So quello che faccio, a me non capiterà”.

2. Bias di Conferma

È la tendenza a cercare, interpretare e ricordare informazioni che confermino le proprie convinzioni preesistenti, ignorando o minimizzando quelle che le contraddicono.

  • Un responsabile della sicurezza crede che la causa di un infortunio sia la negligenza dell’operaio. Durante l’indagine, cercherà prevalentemente prove che supportino questa ipotesi (es. passati richiami per ritardi) e darà meno peso a possibili fattori ambientali o a guasti alle attrezzature che smentirebbero la sua idea iniziale.

3. Euristica della Disponibilità

È la tendenza a giudicare la probabilità di un evento basandosi sulla facilità con cui esempi di quell’evento vengono in mente. Eventi recenti o drammatici sono più “disponibili” nella memoria.

  • Dopo un incidente grave e molto pubblicizzato in un cantiere (o dopo un’esercitazione di emergenza vivida), i lavoratori tendono a sovrastimare la probabilità di incidenti in generale, spingendoli temporaneamente ad aumentare la cautela. Al contrario, la frequente assenza di infortuni in attività ad alto rischio (nonostante la loro oggettiva pericolosità) porta a sottostimarne il pericolo.

4. Normalizzazione della Devianza

Non è un bias in senso stretto, ma un fenomeno correlato che si verifica quando un comportamento non sicuro viene ripetuto senza conseguenze negative, diventando così la “nuova normalità” accettata dal gruppo.

  • I lavoratori iniziano a usare regolarmente una scala non a norma per accedere a un’area perché è “più veloce” e, dato che per mesi non è successo nulla, percepiscono il rischio come basso o inesistente. La devianza è stata normalizzata nel processo di lavoro.

Bias cognitivi nella sicurezza – esempi pratici nell’industria

BIASSITUAZIONESCORCIATOIARISCHIO
Bias dell’abitudineUn operatore apre sempre lo sportello di una macchina senza spegnerla completamente“L’ho fatto mille volte, so dove mettere le mani.”La macchina può riavviarsi o avere parti in movimento non visibili.
Eccesso di fiducia Un manutentore esperto non usa il blocco elettrico (lockout/tagout).“Sono 20 anni che faccio questo lavoro.”Una riattivazione accidentale può causare schiacciamenti o folgorazione.
Sottovalutazione del rischioPulizia rapida sotto un nastro trasportatore in movimento.“Devo solo togliere un po’ di sporco.”Trascinamento, schiacciamento, amputazioni.
Bias della frettaLinea ferma, pressione per ripartire subito.“Sistemiamo al volo, poi facciamo i controlli.”Errori di montaggio, mancato riposizionamento delle protezioni.
ConformismoNessuno indossa i guanti in una fase specifica.“Se non li usano gli altri, non serviranno.”Tagli, ustioni, esposizione a sostanze chimiche.
Bias dell’ottimismoOperatore vicino a un robot industriale in funzione.“I sensori mi vedono, si fermerà.”Malfunzionamento dei sensori o errore umano.
Falsa percezione di controlloUso di un muletto in spazi stretti senza cintura.“Lo controllo io, vado piano.”Ribaltamento o collisione con pedoni.
Normalizzazione del pericoloPerdite di olio o pavimento scivoloso presenti da tempo.“È sempre stato così.”Cadute, incendi, scivolamenti ripetuti.

Riconoscere i bias serve a:

  • fermarsi un attimo prima di agire
  • rispettare procedure anche quando “sembra inutile”
  • intervenire tra colleghi in modo costruttivo

Come Affrontare i Bias per Migliorare la Sicurezza

Affrontare i bias cognitivi richiede di passare da un processo decisionale “veloce” e intuitivo a uno “lento”, razionale e analitico.

Formazione e Consapevolezza: Educare attivamente i lavoratori e i manager sui bias cognitivi e sul loro impatto è il primo passo per “disinnescarli”.

  1. Procedure e Check-list: L’uso di procedure chiare e standardizzate, unite a check-list (liste di controllo) oggettive, obbliga il pensiero a rallentare e a considerare i rischi in modo sistematico, contrastando le scorciatoie mentali.
  2. Analisi degli Incidenti Oggettiva: Nelle indagini, è cruciale adottare un approccio a mente aperta, considerando tutte le possibili cause (organizzazione, ambiente, attrezzature) e non solo quelle legate al comportamento del lavoratore, per evitare il Bias di Conferma.
  3. Incoraggiare il Dialogo: Creare una cultura della sicurezza in cui i lavoratori si sentano liberi di segnalare rischi, errori e quasi-incidenti, anche quando il loro giudizio va contro l’opinione comune.

Image by freepik

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