Vai al contenuto

Sbagliando si impara: il principio fondamentale alla base dei Near Miss

Il recente Decreto Legge n. 159 del 31 ottobre 2025 ha ribadito l’importanza del tracciamento dei mancati infortuni (Near Miss) per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza e il rafforzamento della cultura della prevenzione.

Cosa sono i Near Miss? Sono anche chiamati “mancati infortuni” e sono quegli eventi imprevisti che avevano tutte le premesse per trasformarsi in incidenti gravi con danni a persone o a cose, ma che non si sono verificati per una fortunata coincidenza o a un’azione correttiva dell’ultimo secondo.

Ad esempio:

  • Un carico che cade da una gru ma finisce a terra senza colpire nessuno.
  • Un carrello elevatore che sfiora un collega in un corridoio stretto.

A cosa serve rilevare e poi analizzare i Near Miss?

Spesso sono piccoli incidenti che non hanno provocato alcun danno a cose o persone: “in fin dei contri non è successo niente”.

A questa domanda si può rispondere con una piramide frutto di studi approfonditi sulle dinamiche di accadimento degli infortuni. Risulta infatti che per ogni infortunio grave ce ne sono stati 30 di non gravi, 300 di quasi infortuni (Near Miss) e 3000 comportamenti rischiosi o condizioni non sicure di lavoro.

È evidente che se vogliamo ridurre il numero degli infortuni bisogna ridurre tutti quegli eventi potenziali di produrre infortuni come i Near Miss.

Ma l’azienda non dovrebbe già aver valutato tutti i rischi e attuate le misure di protezione e prevenzione necessarie?

Certo, ma alcune condizioni di rischio — perché rare, di breve durata o riconoscibili solo da chi ha esperienza diretta — sono difficili da prevedere e valutare. Lo stesso vale per quei comportamenti legati a fretta, inesperienza o cali di attenzione. Si tratta di “eventi sentinella”: segnali deboli che devono metterci in guardia rispetto a ciò che potrebbe accadere in condizioni peggiori.

Rilevare e valutare i Near Miss e poi adottare le misure perché non si ripetano è il metodo migliore per adeguare continuamente il DVR e renderlo in questo modo un documento aggiornato e vivo.

Ma chi dovrebbe segnalare l’accadimento di questi quasi incidenti? Nessuno lo vorrà fare se poi viene visto come una spia

È vero, chi segnala è spesso malvisto dai colleghi e dalla direzione, ma è un modo di pensare che non giova a nessuno. La cultura della colpa deve essere abbandonata, tutti noi in quanto esseri umani possiamo sbagliare magari spinti dalla fretta, dalla necessità di fare meno fatica, dalla stanchezza, da distrazioni. Errare è umano, ma accortisi dell’errore dobbiamo avere l’intelligenza di trovare le soluzioni per non sbagliare più e senza colpevolizzare nessuno.

È per questo motivo che chi segnala gli errori deve essere visto come una risorsa da incentivare e non da ostacolare.

A cosa serve segnalare? Tanto poi non fanno mai niente per cambiare le cose

La gestione dei near miss richiede un processo strutturato: ruoli chiari per chi segnala, per chi valuta le segnalazioni e per chi definisce tempi e modalità delle azioni correttive.

Il coinvolgimento del datore di lavoro e dei dirigenti è decisivo: sono loro a dare credibilità al sistema, dimostrando per primi che si tratta di uno strumento concreto per prevenire gli infortuni, non di un adempimento formale.

Esistono, per le stesse tipologie di Near Miss, delle procedure, della modulistica e una banca dati delle soluzioni da adottare?  

Si, in attesa delle Linee guida che l’INAIL dovrebbe emanare entro 6 mesi esistono varie esperienze alle quali attingere tra cui

  • Il progetto “INAIL Condivido” che mette a disposizione gratuitamente alle singole aziende una piattaforma Web dove raccogliere, analizzare e individuare le soluzioni che poi possono essere anche rese disponibili in una banca dati delle soluzioni (https://www.condivido-nearmiss.it).
  • Il progetto del COBIS Veneto (Comitato Paritetico Bilaterale Veneto per la Sicurezza) che mira a prevenire infortuni gravi attraverso la segnalazione di mancati incidenti. L’iniziativa utilizza un’App appositamente sviluppata per raccogliere segnalazioni su situazioni di pericolo che poi vanno ad alimentare una banca dati utile anche alla ricerca analitica delle soluzioni da adottare.

Cosa potrebbe fare il RLS?

Potrebbe, di concerto con il RSPP, proporre al DdL e i dirigenti durante la Riunione periodica annuale l’adozione di una procedura per la gestione dei Near Miss, magari facendola precedere da un preciso impegno della direzione aziendale nell’incentivare questo strumento nonché valorizzare le figure coinvolte.

Image by Drazen Zigic on Freepik

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *