A seguito della individuazione dei luoghi confinati e delle fonti di pericolo presenti negli stessi la gestione del rischio prevede il rispetto di alcune regole inderogabili per garantire che le persone che gestiranno/effettueranno i lavori sappiano come verificare la presenza o meno di un pericolo e lo sappiano e lo possano gestire.
1) Non è ammesso che un lavoratore operi da solo
Devono sempre essere presenti una o più persone che rimanendo all’esterno dell’ambiente confinato effettuino una supervisione e controllo dell’attività e possano in caso di emergenza soccorrere la persona in condizioni di sicurezza.
Chi deve intervenire in soccorso deve sapere quali sono i rischi, sapere come dovrà operare e soprattutto avere gli strumenti (DPI, attrezzature ecc) idonei a mettere in salvo la persona senza aggiungere sé stesso tra le vittime.
2) E’ richiesta una adeguata formazione e una consolidata esperienza del personale
Chi opera in ambienti confinati ma anche chi (obbligatoriamente) supervisiona l’attività ed è chiamato a intervenire in caso di emergenza deve:
– avere “esperienza”: la normativa (DPR n.177/2011) richiede che almeno il 30% del personale presente durante l’attività abbia esperienza triennale su come operare in ambienti confinati. Questo vuol dire che comunque in caso di una squadra di 2 persone una delle due deve possedere tale requisito.
– essere adeguatamente “formato” e “addestrato”: chiunque operi in ambienti confinati (anche chi supervisiona) deve avere una adeguata formazione. A tal riguardo a maggio 2025 è stata definita nel dettaglio tale formazione (Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025) che dovrà essere di 12 ore e finalizzata a:
- Illustrare i concetti di pericolo, danno e prevenzione che si riscontrano in una attività lavorativa svolta in uno spazio confinato
- Illustrare le misure e procedure di prevenzione nelle fasi di lavoro in ambienti confinati (accesso e uscita, monitoraggio dell’ambiente, attrezzature da usare…)
- Far acquisire le competenze necessarie per l’utilizzo dei dispositivi e delle strumentazioni messi a disposizione per affrontare i rischi presenti negli ambienti confinati in condizioni normali e di emergenza (DPI, respiratori, rilevatori di gas…)
I docenti dovranno dimostrare di avere esperienza almeno triennale, nel settore dei lavori in ambiente confinato o sospetto di inquinamento e la formazione dovrà essere periodicamente aggiornata (almeno 4 ore ogni 5 anni)
Oltre alla formazione tutto il personale impiegato dovrà ricevere un addestramento relativamente all’applicazione di procedure di sicurezza e uso attrezzature/DPI.
La normativa non fissa i contenuti esatti e la durata per tale attività ma considerate le finalità dell’addestramento lo stesso dovrà riguardare tutte le attrezzature e i dispositivi usati e le procedure di lavoro e per le emergenze; inoltre l’addestratore dovrà fornire evidenze della propria esperienza e competenza nell’uso delle attrezzature e nella definizione e attuazione delle procedure.
3) L’attività deve essere effettuata con dispositivi e attrezzature adeguate a
- rilevare i potenziali rischi: prima di qualsiasi intervento è essenziale che si conosca perché quel luogo è considerato a rischio e quindi quali strumenti vanno usati e quali controlli vanno fatti prima e durante l’attività (presenza ossigeno, assenza gas nocivi o altri gas che possono determinare altri pericoli)
- proteggersi da eventuali rischi: non si tratta solo di scegliere dispositivi di protezione del personale adeguati ma anche delle attrezzature idonee e compatibili con i rischi previsti per l’ambiente confinato (es. attrezzature elettriche sicure in caso di potenziali atmosfere esplosive)
- consentire a operatori dall’esterno di intervenire all’occorrenza senza esporsi a pericoli: tali attrezzature non dipendono solo dal rischio presente ma anche dalle caratteristiche specifiche dell’ambiente (es. dimensioni e caratteristiche dell’accesso, spazio all’interno) e dell’organizzazione del lavoro (quante persone ci sono all’interno e quante possono intervenire dall’esterno?)

Immagine dalla linea guida INAIL “Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011”
Riportiamo alcune fonti utili a comprendere le procedure operative da seguire in caso di lavori in ambienti confinati:
“Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi dell’art. 3 comma 3 del DPR 177/2011” prodotto da INAIL e approvato dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.
Video disponibile sul sito di INAIL che evidenzia una esercitazione di gestione di situazioni di pericolo in ambienti confinati mediante simulatore progettato dall’ente.
Per approfondire il tema
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